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Santa Maria Francesca

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Anna Maria Gallo, conosciuta meglio come Santa Maria Francesca, nacque a Napoli il 25 marzo 1715 da piccoli commercianti di mercerie. Nacque e visse nei famosi “Quartieri spagnoli” di Napoli, zona popolosa e non certamente rinomata; trattasi di tanti vicoletti intersecati a scacchiera ove le truppe spagnole vicereali del ‘600 venivano ‘acquartierati’ in casette di 1-2 stanze, alte massimo 1 piano a poca distanza dal Palazzo Reale, pronti ad intervenire alla prima chiamata. finita l’occupazione spagnola, queste case furono sopraelevate di altri piani, e tolte le truppe entrarono i cittadini per abitarci. Il nome di questo rione, via Toledo, formato da un reticolato di alti palazzi ma in vicoli stretti e senza luce viene ancora chiamato “sopra i Quartieri”, la popolazione abita praticamente a brevissima distanza dalle finestre e balconi del muro di fronte.

All’epoca della nostra Santa non c’era solo un pericolo per la promiscuità e la violenza sviluppatosi, ma vi era anche un fervore di opere religiose con conventi e chiese i cui Ordini si stabilivano lì, per poter dare concreto aiuto spirituale e materiale ai fedeli.

La ragazza man mano che cresceva mostrò una pratica religiosa delle virtù cristiane tale da essere soprannominata la “santarella” conobbe e si fece guidare dal futuro santo Giovan Giuseppe della Croce, alcantarino del convento di s. Lucia al Monte, la cui chiesa Anna Maria frequentava.

A sedici anni vincendo le resistenze e le percosse del violento padre, che la voleva sposa di un ricco giovane, che l’aveva chiesta, Anna Maria entrò nell’Ordine della Riforma di s. Pietro d’Alcantara, vestendone l’abito e pronunciando i prescritti voti, cambiando il nome di battesimo in quello di Maria Francesca delle Cinque Piaghe, rimanendo nel mondo secolare.

Suo Direttore spirituale era il padre Giovanni Pessiri, il quale in seguito ammise la religiosa insieme alla Terziaria Maria Felice, nella sua casa in vico Tre Re a Toledo, dove rimase per 38 anni fino alla morte.
L’edificio prese in seguito il nome di convento per la dimora delle suore, ma esso non era stato costruito per questo uso e quindi ha ancora oggi tutte le caratteristiche di un’abitazione comoda per famiglia di tre stanze tramutate in cappella e opere annesse.

Borgobello

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borgobello

In occasione del primo giorno di primavera ritornano i mercatini del sabato al Borgo degli Orefici.

Sabato 21 marzo, dalle ore 9.00 alle ore 14.00, presso lo storico quartiere napoletano, si terrà, infatti, la manifestazione “Borgobello, i mercatini del sabato“, rassegna dedicata all’artigianato orafo, all’antiquariato e ai prodotti agricoli della tradizione partenopea.
In merito all’evento l’Assessore Allo Sviluppo con delega al Commercio, Mario Raffa, ha inteso rilasciare le seguenti dichiarazioni:
“Dopo il successo delle iniziative precedenti, che hanno dato l’occasione ai cittadini napoletani, di passare il week-end di S.Valentino e quello della Festa della Donna tra i gioielli della città bassa, i tessuti di Piazza Mercato e le primizie agricole nostrane, il 21 marzo una nuova kermesse prenderà il via nell’antico borgo del centro storico cittadino.
Nella cornice dell’antico Borgo degli Orefici, prestigiosa porta d’ingresso alla città di Napoli, una variegata offerta per collezionisti e curiosi dove ammirare ed acquistare gioielli, pietre preziose, oggetti antichi e bizzarri e le squisite prelibatezze delle nostre terre.

Borgobello “Festa della Primavera” è organizzato dal Consorzio Antico Borgo Orefici, dalla Coldiretti e dalla Fiera Antiquaria Napoletana con il patrocinio del Comune e della Provincia di Napoli e della Seconda Municipalità.
Un’importante novità di questa edizione sarà, in concomitanza con “La giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie”, l’allestimento di un palco di ascolto sulla legalità. Come avviene al Hyde Park di Londra, questo speaker corner darà la possibilità a tutti coloro che lo vorranno di esprimere le proprie opinioni su questo importante tema.
Siamo certi che anche questa volta cittadini e turisti accorreranno numerosi e non perderanno l’occasione di entrare in contatto con la qualità della produzione partenopea in un incantevole contesto storico che grazie all’attività congiunta del Consorzio Antico Borgo Orefici, dell’Amministrazione Comunale e della Seconda Municipalità sta ritornando un vero e proprio polo dedicato al commercio, al turismo e del tempo libero.

Entomo: il superman napoletano.

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Anche la città di Napoli ha il suo superman, ENTOMO.

Di lui si sa solo il “nome di battaglia”: si fa chiamare Entomo, oppure “The Insect Man”; ha 31 anni e una pagina su MySpace. Ma chi si celi dietro quel costume bicolore attillato e quella maschera ben aderente al viso, nessuno sa.

Eppure è da due anni che pattuglia le strade di Napoli, mascherato come un supereroe dei fumetti. Però è reale (importante la sua precisazione, a scanso di equivoci: “Non sono un esaltato. Non sono un mitomane”). Anche se non spara e non picchia: fa da deterrente, mettendo in fuga i criminali con la sola sorpresa del suo intervento (e del suo costume).

Volendo sarebbe la risposta napoletana (patria delle maschere, della commedia dell’arte, degli sberleffi) alle ronde che il ministro Maroni prevede pronte entro aprile (anche se Entomo non apprezza l’accostamento): “Pattuglio le strade della città, di giorno e di notte. Non sono un vigilante, non mi sostituisco alla legge. Fermo i piccoli crimini che posso fermare, altrimenti avverto anonimamente la Polizia. Combatto contro l’individualista che mangia il prossimo per tornaconto personale. Contro le persone che fanno del male, nonostante possano scegliere di evitarlo. Combatto contro il consumismo”.

Hanno parlato di lui (in questi giorni, e siamo ancora lontani dal primo Aprile): prima Il Riformista, poi Il Giornale ed è finito anche su La Nueva España. Il suo costume è verde chiaro con maniche scure, porta pantaloni neri e stivali marroni, non ha mantello e si nasconde sotto un cappuccio neroverde.

La sua prima volta? “Il 2 marzo 2007″. Anche se: “La molla di Entomo è stata sempre con me. Quando è arrivata l’ispirazione ho capito cosa dovevo fare”, confessa a Il Giornale. “Non è successo nulla, non ho salvato nessuno, ma almeno ho vinto la mia grande sfida: uscire allo scoperto”, con il volto ben nascosto dalla maschera, s’intende. Ma non per vergogna; piuttosto perché come Batman, Superman e Spiderman anche Entomo deve rimanere rigorosamente coperto dall’anonimato.

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Il parcheggiatore abusivo.

Sono chiamati in diverso modo: parcheggiatori, posteggiatori o guardiamacchine. Sono persone che esercitano, senza autorizzazione, il ruolo di guardiani di motoveicoli in zone, per lo…
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