La crisi di governo in 5 step

La crisi di governo in 5 step

di Silvia Semonella

Questa estate italiana 2019 è stata particolarmente calda, non solo in quanto a temperature ma anche dal punto di vista politico: la crisi di governo è stata la prima, infatti, dopo settantatré anni di Repubblica, a scoppiare pochi giorni prima di Ferragosto e a risolversi formalmente il 4 Settembre con la nomina dei ministri del cosiddetto Conte bis.

Ma cerchiamo di chiarirci le idee e ripercorriamone insieme le varie tappe.

#1. Matteo Salvini annuncia la crisi

Era giovedì 8 Agosto quando Matteo Salvini, all’epoca Ministro dell’Interno, ha annunciato la necessità di “andare subito in Parlamento, per prendere atto che non c’è più una maggioranza e restituire la parola agli elettori“, dopo l’ennesima spaccatura creatasi con il M5S sulla questione Tav Torino-Lione. Il ministro ha precisato che gli italiani non avevano bisogno di un governo lacerato da incertezze e litigi e che le elezioni erano l’unica alternativa.

Il 9 Agosto, quindi, la Lega ha presentato una mozione di sfiducia, a detta di Conte, per andare velocemente alle urne, sfruttando i sondaggi che dipingevano il leader del partito sull’onda del consenso degli italiani.

#2. Le dimissioni di Conte e la marcia indietro della Lega

Il 20 Agosto Conte si è presentato in Senato annunciando le proprie dimissioni, pronunciando un intervento di accusa durissimo nei confronti di Matteo Salvini. Nel frattempo, proprio la Lega ha deciso di fare un passo indietro, dichiarandosi disponibile a ricompattare la maggioranza per proseguire con un governo di riforme, a partire dal taglio dei parlamentari calendarizzato per Settembre. Ma il governo gialloverde era ormai giunto al capolinea e la crisi si è aperta ufficialmente con la salita di Conte al Colle, per il primo giro di consultazioni.

#3. La posizione del Pd

Nel  frattempo, i contatti tra M5S e Pd sono andati avanti e, nonostante l’iniziale “no” esplicito del segretario Nicola Zingaretti, l’ex premier Matteo Renzi ha rilanciato l’idea di un governo istituzionale per evitare l’aumento dell’IVA. Era questo l’incentivo necessario al Pd per cambiare indirizzo e dare il via libera a un governo di svolta.

#4. L’incarico di Mattarella

Nel tempo intercorso tra i due giri di consultazioni, il Pd finalmente ha abbandonato ogni remora sulla formazione di un nuovo governo Conte bis. Giovedì 29 Agosto è stato proprio il premier uscente a salire al Quirinale per ricevere dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’incarico di formare il nuovo esecutivo.

#5. La “riserva” di Conte e la lista dei ministri

Conte ha accettato l’incarico “con riserva”, iniziando, allo stesso tempo, i colloqui con il Pd e Liberi e Uguali per arrivare alla definizione della squadra di Governo. Il 4 Settembre, finalmente, Conte ha sciolto la riserva, annunciando la composizione del Consiglio dei Ministri, che ha prestato giuramento il giorno successivo, davanti al Presidente della Repubblica.

 

Nonostante la fatica fatta per non andare alle urne, sembra che Conte non trovi pace: dopo poche settimane dal giuramento, infatti, si respira già aria di tensione tra Matteo Renzi e l’attuale premier, soprattutto in merito alla riduzione del cuneo fiscale e sulla riforma IVA.

Stremo a vedere cosa succederà!

Authored by: Redazione

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