Un gioco dei nostri padri: “’O strummolo”

Un gioco dei nostri padri: “’O strummolo”

Qualcuno di voi sicuramente ne avrà sentito parlare dai propri genitori o dai propri nonni.

Stiamo parlando dello “strummolo”, un gioco molto in voga tra le strade di Napoli e della provincia fino agli anni ’60 e ormai in disuso.

“’O strummolo”, come lo chiamavano i nostri padri o i nostri nonni, altro non era che una trottola di legno con un chiodo di metallo posto all’estremità inferiore.
Per lanciarlo si utilizzava una cordicella che il più delle volte consisteva in una comunissima fune fatta di spago.

La trottolina era scanalata in senso orizzontale al fine di consentire l’avvolgimento della funicella. Una volta terminata questa operazione,“’o strummolo”, stretto nel palmo della mano, era pronto per essere lanciato a terra con un movimento rapido e preciso del polso.
Il lancio avveniva mantenendo nel contempo il capo libero della cordicella tra pollice e indice, al fine di imprimere alla trottolina un forte movimento rotatorio.

Una gara fatta con gli “strummoli” era chiamata “carriaggio”. Lo scopo del gioco poteva essere o far durare la rotazione più a lungo rispetto agli avversari o superare con la propria trottolina una linea precedentemente tracciata a terra col gesso.

Al vincitore, oltre agli onori, poteva anche essere riconosciuto il diritto di colpire con la punta d’acciaio del proprio “strummolo” quello del perdente fino romperlo, cosa che poteva divenire il preludio, talvolta, di una lite in piena regola.

Authored by: Enrico Di Somma

Lascia un commento