Il bosco di Capodimonte: il cuore verde di Napoli

Il bosco di Capodimonte: il cuore verde di Napoli

Capodimonte, la meta dei fidanzati, degli studenti che marinano la scuola e dei bambini che vogliono correre all’aria aperta. Un’oasi di pace e uno dei pochi punti verdi della città. Il parco di Capodimonte è il polmone della città, un posto dove rilassarsi giocando a pallone con gli amici. Una volta varcato il cancello della Reggia di Capodimonte ti lasci alle spalle tutti i pensieri delle interrogazioni, della famiglia e del lavoro.

Il parco è uno dei pochi posti di Napoli lontani dallo smog e dal caos, dove puoi staccare la spina con tutto il resto e attaccare quella dell’ossigeno. Se sei uno sportivo puoi fare jogging, avendo chilometri da percorrere, oppure stretching sul prato. Se invece sei genitore puoi divertirti con i tuoi figli e ricordare la tua infanzia quando andavi proprio al Parco di Capodimonte. Tutto ciò ha un valore inestimabile per il napoletano medio che è stressato dal pullman che non arriva mai, dal traffico che intasa la tangenziale e dal caos perenne del centro.

Storia della Reggia di Capodimonte

Questo gioiello di architettura e paesaggistica fu voluto dal re di Napoli, Carlo di Borbone, nel XVIII secolo. Prima di allora il “Capo di Monte” di Napoli era un immenso bosco, ricco di risorse naturali. Il sovrano amava molto la caccia e la pesca così decise di farsi costruire la propria “modesta” dimora in quel di Capodimonte. Modesta perché era soltanto una residenza da caccia, un posto dove trascorrere del tempo dedicato allo svago. Ancora oggi la Reggia è un posto di svago ma è anche un sito di grande cultura, dal momento che ospita il famoso Museo di Capodimonte. L’area museale si struttura su tre piani ed ospita opere d’arte di inestimabile valore, tra i nomi più illustri citiamo Goya, Caravaggio e Botticelli.

Informazioni utili

Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 7.45 fino al pomeriggio ed è raggiungibile con diversi autobus, se volete evitare di prendere l’auto ed essere ecologisti. Insomma, a parte la pigrizia, non avete scuse per non fare quattro passi nel giardino più bello di Napoli.

Authored by: Claudio Ianniello

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