Il trucco sposa a Napoli del primo Novecento

Il trucco sposa a Napoli del primo Novecento

Sarà l’atmosfera romantica che rievocano, la nostalgia per i valori di un tempo, l’amore per gli stili del secolo scorso o la voglia di tornare ad esplorare la tradizione e le nostre radici in un momento così iper-tecnologico come questo, ma i matrimoni in mood retrò sono diventati davvero molto trendy negli ultimi anni.

Non importa che ci si rifaccia alle ambientazioni anni ’20 un po’ “Grande Gatzby” o alle scelte architettoniche e decorative in linea con il pomposo – eppure delicato – Stile Liberty: il vintage domina la scena, anche in fatto di wedding!

In particolare, Napoli si presta moltissimo a questo tipo di scenari, merito della sua storia che la incastona perfettamente all’interno della Belle Époque, con i suoi famosi panorami, palazzi importanti e secolari Gran Caffè che custodiscono, da secoli, la memoria di quegli anni quasi ovattati e incantati, perlomeno a livello estetico-borghese. Ecco perché la città partenopea è background ideale per questo tipo di ambientazioni wedding e, anzi, viene spesso consigliata ai futuri sposi dai planner sparsi in giro per l’Italia ed il mondo, proprio mirando al risultato finale perfetto!

Ma cosa c’è da sapere in ottica trucco sposa a Napoli di primo Novecento?

Storia e idee

Non tutti sanno che, sebbene le origini del make up risiedano nei disegni che, già nella preistoria, si usava creare sul proprio corpo e negli espedienti di bellezza che l’antica civiltà egizia utilizzava per uomini e donne (basti pensare ai vezzi di Cleopatra), per quanto riguarda la cosmetica, invece, per i primi rimedi di bellezza è necessario andare avanti nel tempo all’epoca dei primi farmacisti e delle aristocratiche “dotte” in materia che elargivano consigli su cataplasmi, bendaggi etc.

Naturalmente, i canoni di bellezza sono sempre molto cambiati con il trascorrere degli anni e il succedersi delle mode ma, per avere un’idea di come una donna si preparava nei primi anni del Novecento, sicuramente si può prendere come modello di riferimento la bellissima Lily Elsie, attrice e cantante dell’operetta britannica così affascinante e famosa da essere stata una delle più fotografate del suo tempo.

Il suo stile? Viso pallido con blush pastello sulle guance, occhi messi in evidenza da una sapiente ombreggiatura di viola e grigio (l’antenato del nostro smokey eyes), sopracciglia ben marcate e, all’occorrenza, inspessite (perfettamente in linea con i diktat moderni del fashion), ciglia lunghissime (all’epoca si usava tagliarle perché ricrescessero più forti e folte) e labbra nude, il tutto incorniciato da una pettinatura creata da capelli raccolti in un comodo chignon e decorati con spille e forcine; anche il cappello veniva contemplato come parte del look.

Ecco, una sposa che si rifaccia al primissimo Novecento potrebbe seguire questo tipo di idea!

Ma c’è di più: nei primi anni ’20 sono nate le prime case cosmetiche ed i primi brand e, con questa piccola “rivoluzione”, ha cominciato a farsi strada nel quotidiano delle donne, il famoso momento del “vado ad incipriarmi il naso!“; ben presto arrivarono le Flappers, la generazione di “ribelli” anglosassoni che abbandonò il corsetto, alzò i bordini delle gonne e cominciò a truccarsi (anche in maniera vistosa e volutamente eccessiva), bere e fumare senza porsi limiti. Il loro stile, in particolare, passava per rossetti, matite ed ombretti accesi e scuri, ciglia sottilissime, carnagione opaca e candida e un leggero tocco di colore sulle guance (rosato o lampone). La pazza ricerca della pelle dorata arrivò soltanto più tardi, grazie all’influenza di molte famose danzatrici di origini africane (una su tutte, Josephine Baker).

I capelli, in questi anni, si portavano – in perfetto tema “rebel” e maschiaccio – rigorosamente corti, in varianti di caschetto più o meno lunghe e sigillate in pettinature lisce o anche ondulate. Irrinunciabili tutta una serie di accessori, come i cappellini “Charleston”, di pizzo o fatti all’uncinetto, decorati con perle, frange, paillettes e piume.

Più in là nel tempo

Sicuramente, le spose napoletane di quel periodo hanno fatto tesoro di questi suggerimenti anche in seguito, quando negli anni ’40 gli abiti da sposa si sono accorciati in accezione midi e, negli anni ’50, sono arrivate le mise principesche suggerite da spose d’eccezione come Jacqueline Kennedy e Grace Kelly.

Una serie di trend che si sarebbero mescolati, poi, nelle particolari e stravaganti mode degli anni ’60-’70 per poi esplodere, in concezioni completamente diverse e molto più kitsch, negli anni ’80.

Ma stiamo andando decisamente troppo in là; se avete voglia di rifarvi al trucco sposa e al look delle napoletane di inizio secolo scorso, ricordate:

  • pelle candida;
  • blush pastello;
  • cappellini o lunghi veli con coroncine;
  • abito bianco/avorio piuttosto coprente ma ricco in merletti e decorazioni, possibilmente taglio stile impero;
  • trucco occhi marcato;
  • labbra nude;
  • fibre esclusivamente naturali.

Non potete assolutamente sbagliare!

Authored by: Simona Vitagliano

Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole. Blogger, Copywriter, Editor. Tutor di Matematica e Fisica. Napulegna.

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