Dracula è sepolto a Napoli? Ecco quello che sappiamo

Dracula è sepolto a Napoli? Ecco quello che sappiamo

di Silvia Semonella

La figura del vampiro è, da secoli, quasi onnipresente nella letteratura e nei moderni film fantasy, horror e addirittura romantici (basti pensare a Twilight) ed è stata declinata, ormai, nelle più diverse sfumature anche attraverso le Serie Tv.

Il primo scrittore a introdurre questa figura, già presente nelle credenze e nelle leggende popolari, rendendola celebre, fu Bram Stoker, autore del libro “Dracula“, scritto nel 1897. Lo scrittore irlandese, però, prese ispirazione da un personaggio realmente esistito e forse ugualmente crudele: Vlad III di Valacchia.

Chi era Vlad III?

Nato in Romania nel 1431, precisamente nell’odierna regione della Transilvania, Vlad III fu noto solo con il suo patronimico (Dracula).

Membro della  Casa dei Drăculești e dell’Ordine del Drago, fondato per proteggere il cristianesimo nell’Europa orientale, fu voivoda (principe) di Valacchia per ben tre volte, impegnandosi strenuamente nella guerra contro gli ottomani e guadagnandosi la fama uomo sanguinario e violento.

Ma cosa, precisamente, lo ha reso ispirazione per il vampiro più famoso della storia? Sovrano incredibilmente severo, aveva un’abitudine “singolare”: impalava i suoi nemici, lasciandoli per giorni a soffrire fino alla morte. Proprio per questo motivo, fu soprannominato Vlad Țepeș, che in rumeno significa proprio “l’Impalatore”.

Il sovrano morì nel 1476 in circostanze poco chiare, quasi sicuramente come visse: combattendo. Sembra che sia stato sepolto forse a Comana, un monastero da lui stesso fondato nel 1461.

Ma non è tutto! Così come la sua vita, anche la sua morte è avvolta nel mistero, che sembra infittirsi sempre di più e coinvolgere anche la nostra città. Sì, a quanto sembra da alcuni studi, infatti, la sua tomba si troverebbe proprio a Napoli, più precisamente nella chiesa di Santa Maria La Nova, nella cappella Turbolo.

Ma andiamo per gradi e ripercorriamo le varie tappe della presunta scoperta.

Il legame con Napoli

L’evento che ha focalizzato le ricerche su Napoli risale al 2014, quando un gruppo di studiosi dell’università di Tallinn in Estonia dichiarò: “Sappiamo dov’è la tomba di Dracula a Napoli. Sappiamo anche dove andare a cercare.

Il tutto è cominciato quando si è concentrato l’interesse su una strana iscrizione in una lingua incomprensibile, presente proprio nella cappella, notata già nel 2013 dalla studiosa di simboli e codici Laura Miriello. Dopo molte ricerche e studi attendibili, la studiosa si è pronunciata definitivamente nel 2015, dichiarando che l’epigrafe apparentemente incomprensibile sarebbe un codice in “unciale”, ovvero una scritta composta da tante lettere provenienti da alfabeti diversi, tra cui quelli riconoscibili del greco, del latino, del copto e dell’etiopico.

La conclusione degli studiosi è stata che non poteva trattarsi di un unico testo, bensì di un codice segreto composto da simboli e segni, utilizzato almeno cinquecento anni prima per occultare un altro scritto.

Dopo lunghe ricerche per effettuare una giusta traduzione del testo, l’epigrafe sembrerebbe aver rivelato la sepoltura di un uomo, niente meno che il conte Vlad III di Valacchia, il nostro conte Dracula, per l’appunto.

Come è possibile, però, che la tomba di Dracula si trovi a Napoli?

Raffaello Glinni, studioso lucano che collabora con l’Università di Tallinn, ha provato a fare luce sulla questione: sembra infatti che, nel 1476, il conte Vlad Tepes Dracula, appartenente all’Ordine del Dragone come il re di Napoli Ferrante D’Aragona, fosse scomparso durante una battaglia contro i turchi e dato per morto. Una delle sue figlie, Maria, all’età di sette anni venne adottata da una donna napoletana e condotta nel Regno di Napoli. Qui, in seguito, fu data in sposa a un nobile napoletano della famiglia Ferrillo. La coppia ottenne in “regalo” i territori di Acerenza in Basilicata, ma era molto legata a Napoli tanto da farsi seppellire qui.

L’elemento fondamentale, che ha permesso di ipotizzare che nella tomba ci fossero le spoglie di Vlad III e non di Matteo Ferrillo fu la scoperta, da parte di una studentessa napoletana, del Dragone presente sulla lapide. La tesi più accreditata è che Dracula non morì in battaglia ma fu fatto prigioniero dai turchi e che sua figlia Maria Balsa riscattò il padre e lo condusse con sé in Italia, dove fu seppellito proprio nella città partenopea.

A sostegno di questa tesi sembrano esserci diversi simboli presenti sul bassorilievo: il Dragone è riconducibile sia all’Ordine che allo stemma araldico della famiglia Ferrillo. Inoltre, troviamo due simboli di matrice egizia, due sfingi, insoliti su una tomba europea. Le due figure contrapposte rappresentano il nome della città di Tebe, chiamata dagli egiziani Tepes, che il caso vuole sia anche il soprannome turco del conte: sembra proprio che ci sia scritto “Dracula Tepes“.

Insomma, tutto parrebbe confermare che il conte Dracula riposi qui, all’interno della tomba in marmo del genero Ferrillo, da oltre cinquecento anni.

È ancora presto per pronunciarsi o meno sulla veridicità dell’ipotesi, poichè manca forse l’elemento fondamentale: il corpo di Dracula.

Di conferme ne servono ancora tante ma la storia è talmente affascinante che possiamo solo sperare che vengano trovate al più presto…

Authored by: Redazione

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