Da dove provengono i videogiochi di calcio

Da dove provengono i videogiochi di calcio

 

La storia dei videogiochi di calcio è forse una delle più lunghe dell’intero mercato dei videogamers. Un percorso tormentato dove le squadre e gli atleti ufficiali non sempre sono state presenti, per motivi talvolta imbarazzanti. Il primo videogioco compare nel 1980 e in copertina compariva il faccione del campione brasiliano Pelè. Il gioco in realtà presentava due squadre generiche, rispettivamente in divsa rossa ed in divisa blu, con quattro giocatori altrettanto generici.

Gli anni d’oro di Sensible World of Soccer

La moda però esplode nei primi anni ’90, quando i videogiochi di calcio si evolvono ed i caLciatori iniziano ad essere bidimensionali. Se avete fatto parte di quella schiera di piccolo videogiocatori, eccovi qualche esempio per rinfrescarvi la memoria: Football Champ (alias Hat Trick Hero, 1990),Tecmo World Cup ’90, Olympic Soccer ’92 (o Seibu Cup Soccer) e Super Sidekicks (1992) per Neo Geo, un classico. Utilizzano tutti le nazionali, ma di federazioni o calciatori veri neanche l’ombra. Le cose cambiano quando Sensible World of Soccer inizia a sfrutta le licenze e un database di 1500 squadre e oltre 1500 giocatori. In pratica tutte le squadre e gli atleti professionisti del mondo. In compenso, Uefa viene volutamente indicata come Eufa.

Fifa vs PES

Nel frattempo però debuttano due competitor destinati a spartirsi il mercato a colpi di licenze e giocate spettacolari. degli interpreti di gioco. Uno è Fifa International Soccer, alias Fifa 94 (uscito nel 1993), di Electronic Arts (EA) con la sua bizzarra inquadratura isometrica. L’altro è International Superstar Soccer di Konami, uscito nel 1995, che dà il via alla serie Iss e poi alla serie parallela Pro Evolution Soccer nel 2001 (la storia è un po’ confusa, prendiamola così). Quest’ultimo però ha presentato sempre delle mancanze, soprattutto in termini di licenze, rispetto al primo. Tuttavia, Pes è riuscito a conquistare milioni di videogamers che hanno realizzato delle “patch”, talvolta in modo artigianale, per ottenere delle versioni molto fedeli dei giocatori e delle squadre reali, assenti propria per la mancanza dei diritti da parte della casa giapponese. Nel frattempo, Konami ha fatto notevoli passi in avanti, anche se Fifa ormai detiene le licenze di più di 600 club e di 16mila giocatori ufficiali. Insomma, EA Sports (proprietaria dei videogiochi Fifa) stenta a mollare lo scettro alla concorrenza.

Authored by: Claudio Ianniello

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