Il miglior distributore di pellet: convenienza e qualità

Il miglior distributore di pellet: convenienza e qualità

Il pellet sta diventando un’alternativa sempre più efficace e richiesta in contesto di riscaldamento domestico e aziendale, poiché è una biomassa predisposta alla combustione che garantisce atmosfere confortevoli ed alte performance, contemporaneamente riducendo quasi allo zero le emissioni dannose.

Un successo decretato anche dalla praticità di poter dosare e automatizzare l’alimentazione – nelle stufe come nelle caldaie – per ottenere una combustione sempre regolare, massimizzando il rendimento e abbattendo ancora di più la già minima controparte inquinante (la corrente elettrica, infatti, viene utilizzata soltanto all’atto dell’accensione del dispositivo).

In questo scenario, però, è diventato fondamentale districarsi all’interno del mercato e reperire soltanto materiale di alta qualità, che non infici il funzionamento degli impianti e, soprattutto, renda al massimo, restituendo il quantitativo minimo possibile di ceneri che possono, col passare del tempo, diventare un problema invalidante per le griglie.

Ma come assicurarsi di riferirsi ad un buon distributore di pellet che offra un’esperienza d’acquisto sicura e senza pensieri?

I parametri di qualità

La natura stessa del pellet, che viene macinato, densificato e pellettizzato a partire da scarti legnosi, rende abbastanza difficile capire a primo impatto se un prodotto sia di qualità e, soprattutto, se sia costituito al 100% da materia prima legnosa vergine e non trattata chimicamente, come la normativa impone.

Esistono, però, dei parametri di riferimento per districarsi: innanzitutto, le certificazioni, di cui la più importante è la ENplus.

Inoltre, ci sono dei valori da controllare per quanto riguarda il potere calorifico: per una classe A1 (quindi quella superiore), il PCI (potere calorifico inferiore) deve essere non inferiore a 4,6 kWh per chilo. Ancora, come anticipato, il residuo di ceneri deve essere il più basso possibile, anche per ridurre al minimo l’emissioni di polveri in atmosfera: riferendoci sempre alla classe A1, il contenuto di ceneri deve aggirarsi intorno allo 0,7% in peso su sostanza secca; in generale, comunque, anche per classi più basse, se la percentuale supera il 2% è segnale che il prodotto non è conforme alla normativa vigente.

A livello esteriore, chiaramente, si può controllare che non vi siano corpi estranei nella confezione, che i cilindretti non siano disgregabili e appaiano compatti e solidi anche al tatto e che il legno sia grezzo ma integro, quindi privo di colle o di sostanze umide o addirittura muffe.

Infine, un ultimo consiglio: poiché la bontà del prodotto dipende anche dalla tipologia di materia prima disponibile che lo va a comporre, effettuare delle verifiche cicliche, cadenzate nel tempo, pur avendo a che fare con lo stesso distributore di pellet o la stessa marca da tempo, è sempre raccomandabile, in modo da evitare imprevisti ed inaspettate brutte sorprese.

Authored by: Simona Vitagliano

Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole. Blogger, Copywriter, Editor. Tutor di Matematica e Fisica. Napulegna.

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