“Canova e l’antico”: la mostra del MANN chiude con numeri da capogiro

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di Chiara Scaramella

Il primo Luglio si è conclusa la splendida mostra “Canova e l’antico” al Museo Archeologico di Napoli che, per poco più di tre mesi, ha ospitato le meravigliose sculture ed i dipinti dell’artista.

La mostra

La mostra ha esposto nell’atrio e nella sala della meridiana del MANN ben 110 opere dell’artista Antonio Canova.

L’evento è nato grazie alla collaborazione del museo napoletano con quello di San Pietroburgo da cui, infatti, sono arrivate ben sei statue: la partnership è stata possibile solo grazie ad un importante accordo avvenuto tra i direttori dei due musei, Paolo Giulierini e Mikhail Piotrovsky.

Questa è solo una delle collaborazioni e dei prestiti artistici che avverranno tra i due Paesi ed è attribuibile specialmente alle iniziative dell’organizzazione dell’Anno della Cultura in Russia. Infatti, in risposta a questa collaborazione artistica di successo, lì verranno, a loro volta, ospitati diversi reperti archeologici provenienti dal MANN e dalla sopraintendenza di Pompei in un’esposizione sull’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e sulle rovine di Pompei.

Numeri da record

Come previsto, le opere dell'”artista del sublime” hanno attirato numerosissimi visitatori, superando la soglia delle 300.000 visite e facendo aumentare gli ingressi al MANN del 40% rispetto ai trend del 2018. D’altronde una mostra di tale calibro, che ha ospitato marmi e gessi sublimi quali il gruppo scultore de “le tre grazie”, la “danzatrice” e “l’amorino alato”,  è ovvio che abbia attirato così tanti visitatori.

Alla chiusura della mostra, il direttore Paolo Giulierini ha commentato entusiasta: “Mentre salutiamo i capolavori di Canova tracciando l’entusiasmante bilancio di una mostra che resterà nella storia recente della città, annunciamo come in un simbolico passaggio di consegne la prossima esposizione dedicata al Neoclassicismo: nel novembre del 2020, in virtù dei recenti accordi con il Museo Thorvaldsen di Copenaghen,  il MANN ospiterà una importante mostra  dedicata all’artista danese che visse e lavorò a  Roma, dopo un breve passaggio per Napoli,  ispirato dalle antichità  classiche e da Canova“.

Authored by: Redazione

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